On-air alle ore 20:15 L'intervista della Settimana
Gio. 24 Agosto 2017 
 
Radioscitilla!
 
 
   
 
On-air alle ore 20:15 di oggi Gio. 24 Agosto 2017
L'intervista della Settimana
Programmi »
Ascolta la radio!!



OPEN CALL PER OLINDO GUERRINI - Il 22 dicembre maratona di lettura al Quintet
OPEN CALL PER OLINDO GUERRINI - Il 22 dicembre maratona di lettura al Quintet
clear
CATTANEO E ROSSATO A RADIOSCINTILLA
CATTANEO E ROSSATO A RADIOSCINTILLA
clear
DAVIDE BENAZZI INTERVISTA MANERA E DELLA NOCE
DAVIDE BENAZZI INTERVISTA MANERA E DELLA NOCE
clear
ONE DROP REGGAE INTERVISTA FRANCISCA
ONE DROP REGGAE INTERVISTA FRANCISCA
clear
INTERVISTA A MASSIMILIANO ANZIVINO,
INTERVISTA A MASSIMILIANO ANZIVINO, "COSTRUTTORE DI CERCHI"
clear
IL NUOVO PRIMO CITTADINO DETTA L'AGENDA DEI PRIMI 100 GIORNI
IL NUOVO PRIMO CITTADINO DETTA L'AGENDA DEI PRIMI 100 GIORNI
clear
INTERVISTA A DAVIDE RANALLI, 28ENNE CANDIDATO SINDACO DI LUGO
INTERVISTA A DAVIDE RANALLI, 28ENNE CANDIDATO SINDACO DI LUGO
clear
L'ASSESSORE ASIOLI DESCRIVE IL FUTURO DELLA DARSENA DI RAVENNA
L'ASSESSORE ASIOLI DESCRIVE IL FUTURO DELLA DARSENA DI RAVENNA
clear
VIDEO - BALLERIN PRESENTA
VIDEO - BALLERIN PRESENTA "GLI STATI UNITI D'EUROPA SPIEGATI A TUTTI"
clear
INTERVISTA AD ANTONIO ALLEGRO
INTERVISTA AD ANTONIO ALLEGRO
clear
CORINNE VIGO PRESENTA
CORINNE VIGO PRESENTA "LATTINE E ALTRE STORIE"
clear
ALEX DI MAGGIO PRESENTA PARIS TANGO
ALEX DI MAGGIO PRESENTA PARIS TANGO
clear
INTERVISTA A SUOR ROSA - La situazione in Centrafrica
INTERVISTA A SUOR ROSA - La situazione in Centrafrica
clear
I VENT'ANNI DEI GOOD FELLAS - Lucky Luciano si racconta a Gianni Arfelli
I VENT'ANNI DEI GOOD FELLAS - Lucky Luciano si racconta a Gianni Arfelli
clear
INTERVISTA A ROY PACI AL ROCKHOUSE CON COR LEONE
INTERVISTA A ROY PACI AL ROCKHOUSE CON COR LEONE
clear
MISCOMMUNICATION INTERVISTA I FINLEY
MISCOMMUNICATION INTERVISTA I FINLEY
clear
RADIOSCINTILLA.IT INTERVISTA ALBOROSIE
RADIOSCINTILLA.IT INTERVISTA ALBOROSIE
clear
INTERVISTA AI DEADLY KISS
INTERVISTA AI DEADLY KISS
clear
DIBATTITO CON GLI INSEGNANTI DEL MAMA'S
DIBATTITO CON GLI INSEGNANTI DEL MAMA'S
clear
News
BLOG/GERMANELLUM. Ovvero, una cagata si può fare anche a larga maggioranza - Mar. 6 Giugno 2017
RAVENNA - Alle lezioni base di diritto costituzionale insegnano come la nostra Carta sia un "compromesso alto", perché sintesi di tutte le forze politiche ma di ampio spessore, di grande valore. Ora, tutti sappiamo che la legge elettorale è una legge ordinaria, non ha rango costituzionale. Infatti basta una maggioranza semplice per approvarla. Vero è, però, che serve a stabilire le regole del gioco, della contesa democratica. E male non fa se la maggioranza che la approva è più ampia del 50+1% che serve ad approvarla.
Bene, il Germanellum, o Fianellum, o Tedeschellum o il nome che vogliamo purché ci si aggiunga un "ellum" finale che fa molto finto-latinista e sartoriano, pare possa mettere d'accordo almeno il 70 per cento dei parlamentari e sulla carta le quattro forze politiche maggiori dello scenario politico italiano: Pd, Forza Italia, Lega e (udite udite) Cinque Stelle.
Eppure, lo diciamo subito,il testo uscito ieri dalla commissione è una discreta schifezza.

Succede infatti che, dopo la bocciatura da parte della Consulta dell'Italicum reso monco dalla mancata approvazione della riforma costituzionale  (l'organo di garanzia aveva considerato infatti che il ballottaggio fosse impossibile con due camere che hanno di fatto due elettorati diversi e quindi potenzialmente maggioranze differenti), l'Italia si trovasse senza legge elettorale. O meglio, con il Consultellum. Una legge fatta proprio dalla Consulta che prevede nè più nè meno che un proporzionale puro: tanti voti prendi e, in percentuale, tanti parlamentari avrai. Mattarella quindi impedisce di andare al voto, subito dopo il referendum del dicembre scorso, proprio perché con un così frammentato sistema politico e con tre agglomerati politici capaci di raggrumare più o meno pari consenso (tra il 25 e il 30 per cento possiamo attestare Pd, M5S e Centrodestra se sta unito) sarebbe impossibile dopo le elezioni comporre una qualsiasi maggioranza. E allora il Capo dello Stato dà il mandato a Gentiloni e intanto dice al parlamento: "Fate una legge elettorale".
Si cincischia per qualche mese, con il Pd che prova a mettere in campo prima il Mattarellum (collegi uninominali, maggioritario, con una quota proporzionale per una rappresentanza più equilibrata), senza successo. Peccato, perché si trattava di una legge che aveva garantito relativa governabilità, anche se fu messa in soffitta in luogo del Porcellum solo perché Berlusconi e Calderoli volevano "fregare la sinistra" allora capitanata da Prodi.
Quindi il Partito Democratico propone il Rosatellum (lo presenta infatti Rosato, il capogruppo Pd alla Camera) che ha una base proporzionale, ma con una metà dei seggi che vengono attribuiti col maggioritario per garantire una certa governabilità: si oppone soprattutto il M5S (e non di meno llo fanno i fuoriusciti ex Pd) bollandolo come "Verdinellum", ossia un'intesa con Verdini per tornare alla grande alleanza con Berlusconi. 
Sembra a questo punto impossibile trovare una quadra. Ed invece su cosa si trova l'intesa? Sul modello tedesco, ovviamente con fregatura all'italiana. 
E' un proporzionale, con soglia di sbarramento al 5%. Quindi, per brutalizzare il concetto, le forze politiche sotto al 5 per cento non vanno in parlamento e i loro "resti" vengono attribuiti a chi arriva primo. Bene, anche in questo modo, con tre forze politiche attorno al 30 per cento una maggioranza certa la si vede col binocolo. 
Eppure va bene a tutti, perché ad ognuno offre un paracadute. 
Renzi lo ingolla sapendo che dovrebbe tornare al governo componendo con ogni probabilità una "grosse koalition" dopo il voto, quasi sicuramente con Berlusconi perché molto difficilmente potrà bastargli Pisapia (sempre che questo riesca ad agglomerare almeno una parte di quel "bar di Guerre Stellari" che sta alla sinistra del Pd, che va da lui a Bersani, passando per Civati, Fratoianni e D'Alema). 
I pentastellati contano di portarsi a casa con l'approvazione di questa legge una pattuglia rafforzata di parlamentari, magari più numerosa di quella attuale. E di architettare oggi un sistema per cui, domani, potranno accusare gli avversari di "inciucio", vendendo nel frattempo la panzana per cui contano di andare loro al governo raccogliendo "la maggioranza in parlamento, in base alla forza del nostro programma". Ovvio, parlamentari eletti in altri schieramenti che fulminati sulla via di Damasco aderiscono alle tue idee senza garanzie politiche. "Ma certamente", direbbe qualcuno. 
Berlusconi accettando questo accordo esce definitivamente dalla marginalità e magari ambisce a posti al Governo per i suoi, mentre Salvini reciterà la stessa parte dei grillini, ma come ala destra. Con più poltrone. 
A rimanerci fregati sono i "nanetti", come li chiamava sempre lui, il Sartori. I vari Ap, MdP, Fdi, Si, ecc. E ad essere sacrificato sull'altare dell'accordo è anche il mai completamente recuperato rapporto "parlamentare-elettore". Quindi nè preferenze (che chi scrive non ha mai amato in verità), nè veri e propri collegi uninominali che obbligherebbero i partiti a candidare per ogni collegio personalità rappresentative e riconoscibili, visto che su quello poi ti giocheresti il consenso.
Gli elettori troveranno invece sulla scheda dei mini-listini bloccati circoscrizionali (ogni circoscrizione corrisponderà spesso al territorio regionale). Insomma: un'aggiunta caotica che renderà meno caratterizzata ed autorevole la rappresentanza parlamentare territorio per territorio. 
In tanti si lamentavano perché la riforma costituzionale era stata approvata con una maggioranza di poco superiore a quella di governo. 
Sembra che le maggioranze ampie non siano garanzia di qualità. 
Anzi. 
(an.ta.)

+ Aggiungi un commento

« torna alla lista
 
   
  Radio Scintilla [info@radioscintilla.it]-Via Matteotti 5, Ravenna, C.F.92067370392, Lic.SIAE 1100/I/08-1198 - site by Antherica srl -  Informativa sulla Privacy