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OPEN CALL PER OLINDO GUERRINI - Il 22 dicembre maratona di lettura al Quintet
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CATTANEO E ROSSATO A RADIOSCINTILLA
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DAVIDE BENAZZI INTERVISTA MANERA E DELLA NOCE
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ONE DROP REGGAE INTERVISTA FRANCISCA
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INTERVISTA A MASSIMILIANO ANZIVINO,
INTERVISTA A MASSIMILIANO ANZIVINO, "COSTRUTTORE DI CERCHI"
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IL NUOVO PRIMO CITTADINO DETTA L'AGENDA DEI PRIMI 100 GIORNI
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INTERVISTA A DAVIDE RANALLI, 28ENNE CANDIDATO SINDACO DI LUGO
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L'ASSESSORE ASIOLI DESCRIVE IL FUTURO DELLA DARSENA DI RAVENNA
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VIDEO - BALLERIN PRESENTA
VIDEO - BALLERIN PRESENTA "GLI STATI UNITI D'EUROPA SPIEGATI A TUTTI"
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INTERVISTA AD ANTONIO ALLEGRO
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CORINNE VIGO PRESENTA
CORINNE VIGO PRESENTA "LATTINE E ALTRE STORIE"
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ALEX DI MAGGIO PRESENTA PARIS TANGO
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INTERVISTA A SUOR ROSA - La situazione in Centrafrica
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I VENT'ANNI DEI GOOD FELLAS - Lucky Luciano si racconta a Gianni Arfelli
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INTERVISTA A ROY PACI AL ROCKHOUSE CON COR LEONE
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MISCOMMUNICATION INTERVISTA I FINLEY
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RADIOSCINTILLA.IT INTERVISTA ALBOROSIE
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INTERVISTA AI DEADLY KISS
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DIBATTITO CON GLI INSEGNANTI DEL MAMA'S
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News
BLOG/ IL NUOVO CICLO JUVE E IL SOGNO DEL CORONAMENTO CHAMPIONS - Mer. 31 Maggio 2017
CASTROCARO - L' "ultimo giro" di Del Piero, la mini-era Conte, l'arrivo di Tevez e la sua partenza, l'acquisto e la consacrazione di Dybala, il mega-ingaggio del Pipita Higuain, la partenza di Pogba, le "5 stelle" di Allegri. In mezzo trofei e successi, con una chimera che la Vecchia Signora proverÓ a ghermire sabato: la Champions League. E mentre pregustiamo questo weekend lungo della Festa della Repubblica il nostro ROBERTO GORI ripercorre le grandi tappe di questo ciclo Juve, che solo il 3 di giugno sapremo se giungerÓ al coronamento o alla chiusura.

19 maggio 2007: La Juventus espugna il campo di Arezzo per 5-1 e dopo la stagione in serie cadetta a seguito della retrocessione decisa a tavolino per la sentenza sul caso “Calciopoli” la Vecchia Signora ritorna in Serie A. Merito della dirigenza bianconera che nonostante l’onta della Serie B è riuscita a convincere i freschi Campioni del Mondo Buffon, Del Piero, Camoranesi e i fortissimi Trezeguet e Nedved a non lasciare la squadra lavorando fin da subito a un progetto di rilancio per tornare nel più breve tempo possibile agli antichi e gloriosi fasti.
4 stagioni di transizione, prima con Ranieri e poi con Ferrara, Zaccheroni e Delneri prima di puntare decisa su una vecchia gloria bianconera del passato: Antonio Conte.
Nell’estate 2011 si comincia a respirare un’aria nuova a Torino: un allenatore giovane e motivato in panchina, una campagna acquisti più incisiva con gli arrivi di Pirlo, Vidal, Vucinic e Lichtsteiner, ma soprattutto la realtà del nuovo stadio di proprietà (lo Juventus Stadium) inaugurato pochi giorni prima dell’inizio del Campionato con un match amichevole contro il club inglese del Notts County (da cui la Juventus ereditò l’attuale divisa bianconera). Si capisce che la Juventus può davvero iniziare ad aprire un ciclo di successi.

2011/12: Già dalle prime partite tutti gli avversari si accorgono che lo Juventus Stadium è l’arma in più della squadra bianconera. E’ come se nelle partite casalinghe la compagine bianconera partisse già da un vantaggio di 1-0. La squadra non ha un vero e proprio bomber in avanti, ma dimostra grande solidità difensiva con il terzetto che sarà determinante per i futuri anni di successi: la BBC di Barzagli, Bonucci e Chiellini. Unita al fatto di non giocare le coppe europee la Juventus si presenta tremendamente concreta in Serie A e la più seria candidata al titolo di Campione d’Italia assieme al Milan. Lo scontro diretto contro i rossoneri viene vinto dalla Juventus a Torino nel girone d’andata, mentre nel girone di ritorno il match a Milano termina 1-1 con la celebre svista arbitrale sul gol non assegnato a Muntari. Approfittando di un calo di condizione del Milan nei due mesi finali la Juventus effettua il sorpasso sui rossoneri, vince il titolo con una giornata di anticipo e soprattutto chiude il Campionato senza neppure una sconfitta. Giocatori chiave dell’anno sono Andrea Pirlo (ironia della sorte acquistato a parametro zero proprio dal Milan) e Claudio Marchisio, ormai il leader indiscusso della squadra assieme a Gianluigi Buffon dopo l’addio a fine anno di Alessandro Del Piero.

2012/13: Nonostante la squalifica di Antonio Conte nei primi mesi della stagione per la querelle “Calcioscommesse”, la Juventus con Massimo Carrera e Angelo Alessio in panchina continua a macinare successi in Italia e conferma di essere squadra temibile anche in Champions League con la grande vittoria per 3-0 contro il Chelsea. Arriva pure qualche sconfitta inattesa, ma la squadra continua a prendere pochissimi gol. Gli avversari in Campionato non incutono in ogni caso particolari timori e già con tre turni di anticipo la Juventus porta a casa il secondo Scudetto consecutivo. In Champions League l’avventura si ferma ai quarti con la doppia sconfitta per 2-0 ai quarti contro il Bayern Monaco, senza comunque demeritare. Giocatori chiave dell’anno sono Arturo Vidal che si conferma fra le mezzali più prolifiche al Mondo in zona gol, ma soprattutto il giovanissimo Paul Pogba, acquistato a parametro zero dal Manchester United, che fin dalle prime partite mostra giocate da potenziale fenomeno.

2013/14: Nel mercato estivo la Juventus decide di rinforzare l’attacco e porta a Torino l’argentino Carlos Tevez e lo spagnolo Fernando Llorente.  Acquisti azzeccati dato che i due si integreranno a meraviglia e garantiranno peso e gol là davanti (a fine stagione 21 marcature per Tevez e 18 per Llorente). L’annata è a doppia faccia. In Campionato la grande cavalcata dei 102 punti (record assoluto) con ben 33 vittorie in 38 partite e 19 vittorie su 19 allo Juventus Stadium; in Europa prestazioni con più ombre che luci: eliminata nel girone di Champions con l’inaspettata sconfitta a Istanbul contro il Galatasaray, viene poi retrocessa in Europa League dove la sua corsa si ferma in semifinale contro il Benfica.

2014/15: L’estate juventina viene terremotata dalle improvvise dimissioni a sorpresa di Antonio Conte per divergenze sul mercato con la dirigenza. Quest’ultima corre immediatamente ai ripari e porta sulla panchina bianconera Massimiliano Allegri. Nonostante tutto la squadra bianconera cede solo Vucinic e acquista Alvaro Morata dal Real Madrid e il veterano Patrice Evra dal Manchester United. E’ la stagione della consacrazione definitiva di Paul Pogba fra i più forti giocatori al Mondo mentre Carlos Tevez continua a confermarsi un attaccante di spessore assoluto. Girone d’andata condotto a ritmi eccezionali (con la squadra che non risente minimamente del cambio in panchina) mentre qualche colpo a vuoto nel girone di ritorno, anche perché la squadra è concentrata sulla Champions League. Dopo aver eliminato il Borussia Dortmund agli ottavi e il Monaco ai quarti, sembra che la corsa bianconera debba arrestarsi in semifinale contro il Real Madrid, decisamente più forti sulla carta rispetto ai bianconeri. Invece la Juventus vince per 2-1 la sfida di andata a Torino e al ritorno in casa dei Galacticos riesce a pareggiare per 1-1 qualificandosi alla finalissima di Berlino contro il Barcellona del terribile tridente d’attacco Messi-Suarez-Neymar. Qui il miracolo non riesce e la Juventus viene sconfitta per 3-1 dai catalani, ma è la consacrazione definitiva fra le squadre di vertice in Europa. D’ora in poi nessuno potrà più snobbare la Juve nella più importante competizione continentale. Inoltre dopo quasi 20 anni la squadra vince la Coppa Italia.

2015/16: Rivoluzione in casa bianconera. La squadra viene stravolta con le cessioni di Tevez, Llorente, Vidal e Pirlo mentre arrivano a Torino il promettente Paulo Dybala dal Palermo (per 40 milioni di euro), il combattivo croato Mario Mandzukic, il giovane Simone Zaza, il satanasso della fascia Juan Cuadrado, l’efficace centrocampista Sami Khedira e il forte terzino sinistro brasiliano Alex Sandro. Una squadra con così tanti cambiamenti necessita di tempo per amalgamarsi e trovare i giusti meccanismi di gioco, per questa ragione l’avvio in campionato è lentissimo con appena 12 punti in 10 partite. Dopo la sconfitta con il Sassuolo, il capitano Gigi Buffon suona la carica e improvvisamente la Juventus cambia marcia. Nelle successive 26 partite la Juve ottiene 25 vittorie e 1 solo pareggio con un Dybala capace già di spaccare le partite e far dannare i difensori avversari. La vittoria decisiva è quella contro il Napoli che viene decisa agli ultimi minuti dal gol di Zaza e proprio in quella occasione, dopo una poderosa rimonta, la squadra bianconera opera il sorpasso sui partenopei senza essere più ripresa. In Coppa Italia bissa il successo dello scorso anno. In Champions League l’avventura della Juve termina agli ottavi contro il Bayern Monaco ma a un passo dall’impresa. Dopo aver pareggiato 2-2 la partita di andata, la Juve si porta in vantaggio per 2-0 nel match di ritorno, ma viene rimontata dai bavaresi proprio agli ultimi secondi. Ai tempi supplementari si impone il Bayern Monaco, ma la Juventus continua a confermarsi fra le squadre più forti in Europa.

2016/17: Altra piccola rivoluzione estiva: la stellina Paul Pogba viene ceduta al Manchester United per 105 milioni di euro e la dirigenza bianconera reinveste l’incasso acquistando dal Napoli per 90 milioni di euro l’asso argentino Gonzalo Higuain che nella stagione scorsa aveva realizzato il record di gol in Serie A con 36 marcature. Salutano la Juventus anche Alvaro Morata e Simone Zaza mentre arrivano a Torino Miralem Pjanic e Dani Alves. Proprio questi acquisti estivi nella formazione titolare consentono di inserire nella rosa giocatori motivati e affamati di nuove vittorie e nuovi successi. La stagione nel girone d’andata è particolarmente positiva, ma le 4 sconfitte in 20 partite non soddisfano del tutto Allegri. Così a sorpresa decide di cambiare modulo passando a un 4-2-3-1  che continua a garantire un’eccezionale impermeabilità della difesa, un centrocampo sia tecnico che muscolare e una trequarti di sostanza capace di aiutare Higuain in zona gol e in grado anche di difendere (Mandzukic spostato in fascia dimostrerà nel corso delle partite di avere un temperamento e una grinta fuori dal comune). In Champions si qualifica nuovamente in finale dopo aver dimostrato la sua forza ai quarti asfaltando per 3-0 il Barcellona a Torino. Lo Juventus Stadium è ormai un fortino inespugnabile per qualsiasi formazione.

21 maggio 2017: A 10 anni di distanza dalla promozione in Serie A, la Juventus conquista il sesto Scudetto consecutivo (mai successo in Italia) mentre pochi giorni prima aveva inoltre portato a casa la terza Coppa Italia consecutiva. Il 3 giugno la compagine bianconera sarà attesa a Cardiff per tentare l’assalto al trofeo più importante nella finalissima di Champions League contro il Real Madrid e cercare di fregiarsi di un clamoroso triplete. Tutto questo è stato possibile grazie a una dirigenza capace, competente e oculata nelle sue scelte. Quando ci sono idee chiare e progetti si può puntare a qualsiasi traguardo. 


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