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OPEN CALL PER OLINDO GUERRINI - Il 22 dicembre maratona di lettura al Quintet
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DAVIDE BENAZZI INTERVISTA MANERA E DELLA NOCE
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DIBATTITO CON GLI INSEGNANTI DEL MAMA'S
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News
GIRO ALLA VOLATA FINALE. Roberto Gori analizza la condizione di forma dei protagonisti - Lun. 22 Maggio 2017
CASTROCARO - In vista delle ultime 6 impegnative e decisive tappe facciamo un nuovo punto della situazione tirando alcuni bilanci provvisori e analizzando la condizione fisica dei primi 12 corridori in classifica che si giocheranno la maglia rosa e il podio finale nei prossimi giorni.


IN POSITIVO


Tom Dumoulin: Maglia rosa conquistata dopo la straordinaria cronometro di Montefalco, ha confermato eccellenti progressi in montagna vincendo a sorpresa la tappa di Oropa. Un’autentica mina vagante che già da domani nella tappa con Mortirolo e doppio Stelvio verrà messo alla prova e attaccato dalle principali squadre avversarie. Nella salita secca di Oropa ha potuto mostrare le sue doti di potenza, nelle prossime frazioni dovrà dimostrare di avere anche fondo e di essere supportato da una squadra all’altezza. Altrimenti sono dolori.
Nairo Quintana: Non inganni il quarto posto di tappa a Oropa. Il colombiano è quello che in queste due settimane ha dimostrato le migliori qualità quando la strada sale. La sua squadra (la Movistar) è la migliore fin qui vista in questa edizione del Giro. Ha tutto il terreno per poter ribaltare la corsa e riprendersi la maglia rosa.
Thibaut Pinot:  Solitamente il francese in passato era vittima di una giornata no in una grande corsa a tappe e spesso dimostrava di non essere un eccellente discesista. Invece fino a questo momento non è ancora incappato in una giornata negativa e sembra essere migliorato anche in discesa. La sua squadra non è di altissimo livello, ma ha le carte in regola per salire sul podio.
Ilnur Zakarin: Occhio perché il russo sembra in netta crescita di condizione e ha il fondo per tenere anche la terza settimana. Nota negativa: la sua pessima predisposizione alla discesa. Può essere un tallone d’Achille su discese lunghe e tecniche come quelle alpine.
Domenico Pozzovivo:  Dopo gli ultimi 2 sfortunati Giri d’Italia il piccolo lucano non è lontano dal podio e ha l’esperienza e il fondo per essere con i migliori anche nelle prossime tappe. Da non sottovalutare. Giro al momento oltre le più rosee aspettative. 
SENZA LODE NE INFAMIA:


Vincenzo Nibali:  Si sapeva che il buon Nibali non ha più lo smalto del biennio 2013-14. Ma poteva fare qualcosina in più, specialmente in salita. Il pessimo chilometro finale di Oropa (dove ha perso secondi preziosi da quasi tutti i suoi diretti rivali) è da cancellare dalla mente, ma nella tappa di Bergamo si è rivisto il Nibali dei giorni migliori. Bene o male è quarto in classifica a pochi secondi dal podio (tanti vorrebbero essere nelle sue condizioni). Nelle prossime tappe pur di vincere questo Giro a tutti i costi attaccherà rischiando di saltare oppure si accontenterà di  un podio?
Bob Jungels:  Al momento in classifica è in una posizione peggiore rispetto allo scorso anno, ma il suo Giro d’Italia 2017 tutto sommato non è buttare e a Bergamo ha pure vinto una tappa. In salita continua a confermare parecchi limiti, ma la top ten è ampiamente alla sua portata.
Adam Yates:  Se non fosse rimasto coinvolto nella caduta del Blockhaus sarebbe addirittura in lizza per il podio. Sembra aver recuperato dalle botte e dai dolori. In salita non è fra i più forti, ma è quasi sempre a ridosso dei migliori. Anche per lui la top ten è pienamente alla portata.
Davide Formolo: Già alla Vuelta di Spagna dello scorso anno (chiusa in 8° posizione) aveva mostrato i suoi progressi. Ora è 12° in classifica. In linea con le aspettative.

IN NEGATIVO:

Bauke Mollema:  Vero che è 6° in classifica, ma i quasi 2 minuti presi da Dumoulin sulla salita di Oropa rappresentano un preoccupante segnale di allarme. Oltretutto la squadra a suo supporto è piuttosto debole.
Andrey Amador:  Al momento in 9° posizione, ma sarà difficile per lui riuscire a entrare nella top ten per il terzo anno consecutivo. Male sulla salita di Oropa. Dovrà lavorare e tirare per il suo capitano Nairo Quintana e questo gli costerà un dispendio energetico non da poco.
Steven Kruijswijk:  Una delle più grosse delusioni di questa Corsa Rosa. Fra i primi big di classifica a staccarsi sul Blockhaus, cronometro sottotono, in difficoltà sul Monte Fumaiolo. Il 10° posto in classifica è un evidente passo indietro rispetto allo scorso anno nel quale senza la caduta nella discesa del Colle dell’Agnello avrebbe probabilmente vinto il Giro d’Italia 2016. Ha però dimostrato più volte nella terza settimana di crescere di condizione, per cui è probabile che possa scalare qualche posizione in classifica. Il podio finale però sembra ormai un miraggio per lui.

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